SESTRI LEVANTE. L’ISTMO COLORATO DELLA RIVIERA LIGURE.

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L’affaccio sul Mar Ligure è decisamente uno dei più festosi e colorati d’Italia. I paesini che si specchiano nel mare cristallino del Golfo sono tanti piccoli arcobaleni di case che sembrano matite colorate infilate nella sabbia fine e dorata.

Tra questi, la vivace Sestri Levante, adagiata sul suo istmo, ci è apparsa un po’ come una terra sospesa in un’atmosfera incantata ed è stato impossibile resistere al suo fascino e non cedere ad una visita autunnale in una splendida giornata di sole ancora tiepida.

Nei primi giorni di autunno, le località marine come Sestri mostrano un volto tutto particolare. Dopo i fasti della stagione estiva e il brulicare di gente per le strade, Sestri ritrova un pò di quiete e recupera ritmi più rilassati, aspettando di ammaliare di nuovo l’orda dei suoi prossimi turisti già da metà aprile dell’anno futuro. Anche in questa stagione tuttavia Sestri si mantiene piena di colori e profumi e rimane un luogo piacevolissimo da visitare per carpirne la vera natura e conoscere meglio i suoi residenti andando oltre il vivo della sua vocazione turistica, tant’è che grazie alla giornata mite di sole alcuni irriducibili hanno avuto l’ardire di lasciare i vestiti.

Al paesino si giunge facilmente da una strada rettilinea che costeggia la ferrovia che lo serve comodamente e vi arriva, uscendo dall’autostrada dalla quale siamo arrivati anche noi, viaggiando in auto.

Subito si è accolti da fiori e giardini curati nei minimi dettagli che lasciano presagire la bellezza del piccolo centro abitato e delle sue numerose attrezzature balneari e turistiche.

Il cuore della cittadina fa da spartiacque tra la Riva di Levante e la Riva di Ponente. La prima, verso nord, conduce direttamente lo sguardo che da Sestri svela il meraviglioso panorama del romantico Golfo del Tigullio che tutto il mondo viene ad ammirare. Camminiamo tra i vicoli e scopriamo che Sestri è un luogo fiabesco a cominciare dai nomi. La splendida Baia delle Favole a nord e la arcinota quanto incantevole Baia del Silenzio che affaccia a sud.

Senza neppure pensarci ci siamo diretti immediatamente verso questo incantevole lido. l’atmosfera che vi regna è all’altezza del nome che porta. Riparata dal Castello e dalla collina rigogliosa su cui sorge, vi regna davvero il silenzio ed in questo periodo è affascinante più che mai. L’unico suono dominante è quello della dolce risacca del mare che adagio si posa sulla riva sottostante le piccole case colorate che la dipingono come fosse uno schizzo impressionista. Questo spettacolo naturale è davvero poetico.

 

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Inutile dire che siamo rimasti senza parole di fronte a tanta bellezza e se, anche solo per caso, vi trovate a passare da quelle parti non potete non fare una deviazione per ammirare questo spettacolo naturale. Noi ve lo segnaliamo di vero cuore!

Sulla riva ci sono svariate strutture ricettive, il Ristorante Hotel Miramare Baia del Silenzio elegante costruzione d’epoca al centro della Baia è forse quella più grande, ma anche proseguendo sul lato opposto al Castello sulla sinistra dell’insenatura si arriva all’Hotel Helvetia stupendo e in posizione suggestiva che permette di posare lo sguardo su tutta la Baia. Numerosi sono i posti dove fermarsi a fare uno spuntino o per una sosta un po’ più consistente, noi abbiamo scelto il Citto Beach Bar Baia del Silenzio. Semplice, in posizione superba ai piedi dello sperone che chiude a sinistra la Baia sotto l’Helvetia,  con una location essenziale come il suo menu, ci ha permesso di mangiare un gustoso spuntino fatto di una ricca insalata e di una tipica focaccia locale, godendo di un paesaggio impareggiabile. Un bar dove prendere anche un assolato aperitivo se la giornata lo permette e magari godersi uno splendido tramonto che, in questa stagione, è a dir poco mozzafiato!

 

Se qualcuno di voi avrà fortuna e tabella di marcia di osservarne uno, ce lo posti per favore, potremo rispolverare anche il nostro ricordo! Intanto noi ci godiamo un golosissimo gelato alla gelateria sul Corso, 100% naturale dove la fantasia la fa da padrone insieme alla genuinità dei prodotti, senza parlare della gentilezza e simpatia dei ragazzi che gestiscono questa attività che riprende la grande tradizione gelatiera italiana!

Anche se un po’ a malincuore abbiamo lasciato la Baia del Silenzio, ma solo per scoprire anche la Baia delle Favole sull’altro versante. Qui l’atmosfera è sicuramente meno raccolta perché c’è il cuore pulsante e turistico di Sestri che la rende l’apprezzata località balneare che tutti almeno una volta abbiamo sentito nominare. Stabilimenti, bar, ristoranti, pizzerie, parchi giochi per bambini, spiagge una via l’altra dove poter prenotare ogni tipo di divertimento acquatico e trascorrere serate in compagnia e rilassanti. Abbiamo percorso tutto il lungomare costeggiando la pista ciclabile per tutta la sua lunghezza e, visto il periodo, abbiamo comunque potuto farlo godendoci il lieve suono della risacca del mare e condividendo il percorso con turisti amanti del mare fuori stagione come noi e i residenti che amano percorrerlo in bici.

Una gita a Sestri Levante, anche fuori stagione si trasforma in un momento romantico da vivere slow. Tra il profumo del mare e la sua discreta accoglienza fuori stagione, si ha la sensazione che l’istmo su cui sorge il paese porti direttamente sospesi in un’altra dimensione. Vi consigliamo di viverlo in tutti i modi che preferite, con uno spuntino al sacco o sedendovi in uno dei tanti ottimi ristoranti che propongono piatti a base di pesce da leccarsi i baffi.

Che aspettate, quindi? Sestri è lì a portata di auto!

COLORARE L’AUTUNNO CON I TAROCCHI DI NIKI DE SAINT PHALLE A CAPALBIO.

L’art noveau incontra la natura selvaggia della Maremma medievale. Un connubio italiano di tradizione e innovazione artistica unico al mondo.

In una giornata di inizio autunno, come in una di primavera, è facile scegliere itinerari che siano culturali, ma anche di interesse naturalistico complici il sole mite, ma ancora alto con la sua luce fino a tardo pomeriggio. Se la mappa vicino a dove risiedete comprende la Toscana, allora non potrete mancare la meta che abbiamo scelto anche noi per una simpatica e colorata domenica nel tentativo di prepararci a stemperare con i ricordi il prossimo grigiore invernale: Il Giardino dei Tarocchi, nel cuore della Maremma grossetana.
Seguiteci nella visita all’originale opera d’arte che ha reso questo piccolo angolo toscano al confine con il Lazio, un micro Museo a cielo aperto dove l’arte e la capacità di vedere oltre il proprio tempo dell’artista ci hanno catapultato in un mondo surreale, ma anche tanto divertente.
Il Giardino, opera di Niki de Saint Phalle, come sempre è stato spunto per noi di approfondimento, dandoci la possibilità di conoscere forme di espressione molto diverse dai canoni artistici italiani e per questo ancor più apprezzabili da ospitare in Italia. È un luogo magico, dove la fantasia e l’inventiva si incontrano e si sposano, creando un connubio affascinante che ci ha letteralmente fatto sentire come nel Mondo dei Balocchi di Collodi, quasi un secolo dopo. La storia del Giardino e della sua creatrice è interessante e noi l’abbiamo ripercorsa per voi in contemporanea all’evento espositivo che si svolge a Torino dal 4 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018, presso i locali dell’ex Cafè Procope, oggi Ala Juvarra nella sede del Polo Artigianelli e del MEF Outside, dove si tiene una rassegna antologica dedicata alla pittrice e scultrice musa di Jean Tinguely e la rassegna Giardino dei Tarocchi, nei locali del Museo Ettore Fico MEF). Con calma e in metà mattinata abbiamo raggiunto Capalbio, comodamente tramite la Via Aurelia fino all’uscita di Pescia Fiorentina dove abbiamo svoltato verso l’entroterra. Solo pochi chilometri da percorrere e siamo arrivati in località Garavicchio dove abbiamo trovato subito il Giardino. Il parcheggio antistante è comodissimo per lasciare l’auto e da lì ci siamo incamminati verso la biglietteria e l’ingresso. Dobbiamo ammettere che il suggestivo Giardino dei Tarocchi è il posto che non ti aspetti.

I colori sgargianti delle sue sculture spiccano nell’entroterra brullo e selvaggio a sud delle spiagge dell’Argentario e prospicente l’Oasi naturalistica WWF di Burano subito ai piedi del rinomato paesino medievale di Capalbio nascosto com’è dietro il possente muro perimetrale in tufo che cinge il Giardino, lavoro dello scultore Mario Botta. L’opera inaugurata nel 1998 è la più mastodontica della famosa scultrice Niki de Saint Phalle, fu realizzata nell’arco di 20 anni e l’artista non la vide totalmente compiuta, morendo nel 2002 in California dove si era trasferita 8 anni prima per motivi di salute. Il Giardino è un’opera sensazionale, gigantesca che si può collocare stilisticamente nell’ambito dell’art nouveau e naïf e rappresenta le carte dei 22 arcani maggiori dei Tarocchi con tutto il loro carico di simbologia ed energia esoterica che l’artista ha desiderato esprimere. La scultrice, che ha scelto la Toscana per la sua opera più importante, è la stessa di altri numerosi capolavori sparsi per il mondo. La famosa Fontana Stravinskij di fronte al Centre Pompidou costruito dall’architetto italiano Renzo Piano a Parigi, la Fontana di Château Chinon commissionatale nel 1987 dal Presidente Francese François Mitterrand, Le Trois Grâces di fronte al National Museum of Women a New York e il monumentale Golem creato per la scuola dell’infanzia a Gerusalemme. La sensazione che abbiamo provato all’interno del Giardino è proprio quella voluta dalla Saint Phalle di immergersi in un altro mondo, separato da quello reale. Come nel Parco dei Mostri di Bomarzo in provincia di Viterbo, da cui l’artista si lasciò ispirare, le sculture si susseguono senza un ordine preciso e si svelano progressivamente alla vista del visitatore nonostante l’immensa mole. La realizzazione artistica è eccezionale.

 

Ogni figura è realizzata da armature di ferro saldate tra loro alte tra i 12 e i 15 metri, poi colate di cemento e infine ricoperte esternamente con un mosaico formato da migliaia di tessere di vetro, ceramica e specchi. Questo insieme variopinto costituisce la caratteristica delle sculture e ricalca l’attitudine all’uso dei colori vivaci della scultrice peculiare in ogni sua opera. Il divertimento e il senso d’identificazione del visitatore dinanzi alle sculture è totale. La loro maestosità permette al turista di “viverle”, essendo possibile salirvi in cima oppure entrarvi come nel caso dell’Imperatrice, l’installazione monumentale in cui la Saint Phalle si trasferì nel 1983 a vivere, facendone la sua abitazione e il suo atelier in modo da lavorare alacremente sul posto assieme a tutte le maestranze locali che la coadiuvarono negli anni. Sembra quasi di vederli al lavoro passeggiando tra i vialetti che conducono da una scultura all’altra. Entrando nella struttura la sensazione di essere in un mondo magico è totale! La casa di Niki sembra una casa normale, ma che fantasia ragazzi! Tutto è completamente rivestito di specchi, un vero e proprio appartamento completo di cucina, soggiorno, camera da letto e bagno che si possono visitare salendo e scendendo le scale della sorta di loft che contribuiscono a formare. Un vero capolavoro della fantasia che diventa realtà.

Lì vicina si trova anche la scultura della piccola cappella religiosa che l’artista fece costruire come ex voto per la salute del marito Jean Tinguely con il quale ebbe un sodalizio artistico che durò tutta la vita e che l’aiutò anche nella realizzazione del Giardino. L’originale complesso monumentale toscano, frutto del sogno visionario realizzato dall’artista, rappresenta in Italia un’opera unica nel suo genere riconosciuta dalla Regione Toscana. Per il mistero che emana e il suo fascino multicolore, impreziosisce un angolo già splendido di per sé dal punto di vista naturalistico ed è meta di visitatori di ogni età e nazionalità nonché di ciclo amatori e cicloturisti.

La sua realizzazione si deve a Marella Caracciolo Agnelli e dei fratelli Nicola e Carlo che, sul finire degli anni settanta, permisero all’artista di realizzarlo, sul terreno di loro proprietà, in Garavicchio. La Caracciolo conobbe Niki de Saint Phalle nel 1950 a New York e fin dai primi racconti su come avrebbe dovuto essere l’opera ne intuì la portata artistica. Uscendo dal Giardino abbiamo provato quasi rammarico di tornare “alla realtà”, perché dietro quel muro di tufo nella sua semplicità è custodito un mondo di colori e di fantasia che ci ha fatto tornare bambini. Pensiamo che in effetti l’arte serve proprio a questo. Ad abbattere le barriere del tempo e dell’immaginazione e far sì che ciò che è stato il pensiero e l’intuizione creativa di qualcuno nel mondo arrivi a noi come in un grande gesto di amicizia! Grazie quindi a Niki de Saint Phalle, ma anche a tutti quei visionari che dando forma reale alla loro fantasia ci insegnano che i sogni…possono diventare realtà. Qualsiasi essi siano.

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info per biglietti, orari stagionali e costi e prenotazioni su il sito ufficiale dei Giardini.

UNA GITA IN CHIANTI SENZA USCIRE DA FIRENZE.

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Le prime luci che si allungano a primavera, ma anche il suo tempo ancora incerto, ci hanno consigliato per il week end di scegliere una meta vicina per prenderci un po’ di relax, potendo ripiegare eventualmente su un luogo chiuso. Abbiamo scelto una meta cara ai fiorentini o a chi è nei dintorni di Firenze, sfidando le distanze, pur di trascorrere qualche ora con serenità, magari passeggiando e fermandoci per una sosta gastronomica e graziosa a Firenze, nei dintorni del magnifico Palazzo Pitti. Questa zona di Firenze è molto interessante perché rimane un po’ defilata dal resto del percorso turistico classico e un po’ più caotico.

Una zona della città che la domina dall alto, offrendo un panorama che porta l’occhio fino ai monti circostanti la pianura nella quale si adagia. Arrivati all’entrata dell imponente Palazzo Pitti abbiamo optato per l itinerario che prevede la visita al giardino di Boboli e al Museo della Porcellana. Ottima scelta! La nostra visita è stata originale e appagante.

 

 

L’architettura dei giardini è magnifica. La sistemazione originale è quella ideata dai Medici e che li hanno resi il primo esempio esportato di Giardini all’Italiana.

E’ bellissimo perdersi tra la vegetazione rigorosamente studiata per creare dei veri ambienti all aperto e la presenza di statue, fontane, architetture, obelischi e vere e proprie scenografie che sbucano in ogni angolo a sorpresa mentre si percorrono i bellissimi viali che si inerpicano in salita, rendono questo Giardino un vero museo alla luce del sole.

In questo periodo la vegetazione non è ancora rigogliosa la primavera è ancora alle porte, ma c’è da giurare che con il primo caldo verrà fuori un florilegio di colori che renderanno l’atmosfera ancora più magica di quello che è già adesso.

Gli ingressi ai Boboli sono in realtà ben quattro, noi siamo passati da quello del Portale principale di Palazzo Pitti e abbiamo seguito i viali, inoltrandoci, salendo verso la palazzina settecentesca che ospita il Museo della Porcellana che si trova nella parte più alta e opposta al Palazzo. Il panorama di cui abbiamo goduto da qui sulle colline intorno a Firenze è superbo! 

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Di fronte all’entrata del Museo c’è un altro piccolo giardino con una bellissima fontana e un roseto che abbiamo immaginato colorato e profumato e una piccola limonaia.

Il Museo all’interno è stupefacente con i colori della Porcellana forgiata secondo forme antiche ed eleganti che riportano subito il pensiero alle immagini di corte. Alcuni pezzi appartengono alla collezione nel Tesoro dei Savoia dalle loro corti italiane ed altri sono appartenuti al Marchese Ginori, la cui Manifattura si unì a quella dei Richard fondendosi nella famosissima Richard Ginori. Bicchieri, piatti e alzatine dipinti con colori vivaci e ornate di merletti riempiono le teche e in meno di venti minuti è visitabile con un’enorme gioia per gli occhi.

Una bella scoperta quindi, conosciuta da pochi, del resto anche noi non sapevamo che il famoso Giardino di Boboli nascondesse ricchezze così belle. Molto interessanti sono anche il Museo della Moda e del Costume, il Tesoro dei Granduchi e il Giardino Bardini, che sono visitabili con lo stesso biglietto acquistato per la visita che prevede il Giardino di Boboli e il Museo delle Porcellane. 

Usciti dai Boboli se si vuole fare uno spuntino molto goloso e a base di prodotti tipici del Chianti, basta attraversare la strada per trovare un localino delizioso e inaspettato! Ha attirato la nostra attenzione la lavagna all’esterno stile campagnolo che offre le proposte della casa e non abbiamo avuto alcun dubbio di entrare. In meno di cinque minuti eravamo già a scegliere tra un tagliere di salumi toscani dai mille sapori, antipastini tipici a base di pomodorini ripieni e sottolio fatti in casa e un buon bicchiere di Chianti che ha reso ancor più gioiosa l’atmosfera. L'”Alimentari del Chianti” è un localino di cinque tavolini arredato con gusto rustico e tappezzato di vini e prodotti tipici alle pareti.

La Signora Laura lo gestisce con una familiarità che incanta, appena sei dentro il suo negozio è come se fossi a casa sua. Gentile e amichevole propone leccornie della tradizione toscana cucinate da lei stessa e portate al negozio ancora come preparate da casa. La sensazione di essere suoi ospiti è nettamente superiore a quella di essere suoi clienti. I prodotti sono tutti provenienti da un’azienda agricola del Chianti  ed è per questo che sembra di aver fatto una gita fuori porta senza essere mai usciti da Firenze! Sarà l’atmosfera, saranno i sapori, ma un posto come “L’Alimentari del Chianti” ti entra dritto nel cuore e noi non eravamo ancora usciti che già pensavamo alla prossima volta in cui tornarci! Alcuni prodotti tipici si possono anche comprare per poi portarne i sapori a casa, ma noi preferiamo tornare lì a gustarli, in compagnia di Laura e perciò speriamo di rivederci presto!! Nel frattempo date un’occhiata al suo profilo 

Prima di incamminarci e lasciare Firenze, abbiamo fatto capolino anche in un altro delizioso negozietto proprio accanto al nostro Alimentari che si chiama Oronero, questo il loro sito promozionale 

Volendo portarci via comunque un ricordo di queste bellissime ore fiorentine appena trascorse Oronero  ci ha offerto una scelta originale. Un negozio del tè fornito e bellissimo da guardare. Atmosfera accogliente gestito da mamma e figlia, ci siamo persi tra i profumi e i colori di centinaia di fragranze di tè. Verde, nero, bianco, giallo e rosso l’imbarazzo della scelta è tantissimo in questo arcobaleno di sapori a cui si aggiungono i pregiati roobois e le più svariate tisane fanno di questo piccolo negozio uno scrigno prezioso come la pazienza di chi sapientemente ci ha proposto le singole fragranze senza mai stancarsi mostrando passione e competenza per il proprio lavoro. 

Abbiamo portato via diversi sapori per scaldarci al ricordo di Piazza Pitti che per noi ormai è una piazza delle meraviglie durante le sere ancora pungenti di primavera. Un angolo di Firenze in un’atmosfera così diversa e così affascinante in cui vi consigliamo di immergervi come abbiamo fatto noi, dimenticando il tempo e assaporando la storia e i sapori di Firenze.

 

BELLA TRA LE BELLE…

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Buona domenica dall’Isola d’Elba. Che amiate il contatto selvaggio con la natura o ssiate più ffinemente shabby, è la vacanza per tutti, grandi e piccini.

Questa splendida isola a misura d’uomo ha un talento naturale per farvi innamorare…attenzione quindi perché andarci una sola volta non basta…è obbligatorio tornarci!!

a breve qualche info

In Italia…c’è un mondo da scoprire!

La ricchezza dell’Italia è difficile da descrivere…ognuno di noi ha percorso le sue strade apprezzandone la meraviglia delle sue coste, le sue maestose montagne e l’incanto delle sue atmosfere tra i vicoli dei suoi borghi più belli.

I panorami in cui l’occhio spazia all’infinito e la sua natura a tratti incontaminata e ricca di flora e di fauna come neppure i più grandi Paesi del mondo come il Canada possono vantare.

Mille sono i segreti, le leggende, le storie e il fascino di luoghi non tanto battuti che ancora sono da scoprire o visitare anche seguendo un filo conduttore diverso da quello usuale che vi porta, da sempre, migliaia di turisti affascinati .

Mille e più sono le maestranze che ancora rendono ricca la nostra fertile penisola e le mani d’artigiano che danno forma alla storia e alle tradizioni secondo antichi mestieri che ancor oggi ci mettono in contatto con la nostra storia.

Noi amiamo scoprire questa Italia, noi amiamo per questo viaggiare italiano.

Perché senza nulla togliere al resto del mondo, siamo sempre più convinti che in Italia c’è un mondo ancora da scoprire…

Seguiteci! E non ve ne pentirete..cercheremo di trasmettervi l’emozione di tutto ciò che scopriremo.